martedì 19 giugno 2012

COSTUME E SOCIETÀ / Nomine RAI



Gli APRIORI delle
PRASSI ITALIANE
di Iole Natoli





Un uso a quanto parrebbe privatistico quello delle nomine al cda della Rai, alle quali oggi stiamo assistendo. L’appunto non si riferisce alle persone - come nota giustamente Gad Lerner in "Bei nomi nel cda Rai: mi spiace, non condivido" - ma al metodo.

venerdì 1 giugno 2012

CONTRO IL FEMMINICIDIO / Spot per uomini da diffondere ovunque



COME SI FA A RAGGIUNGERE LE MASSE
di Iole Natoli

È un’emergenza. I femminicidi si moltiplicano e lo Stato colpevolmente non fa nulla. Cosa si aspetta? D’interpellare l’oracolo per sapere come e quando la peste finirà?
Eppure in una società che fa delle campagne pubblicitarie lo strumento più efficace, per diffondere e sostenere i propri interessi economici, il mezzo esiste.

giovedì 31 maggio 2012

Femminicidio: le pronte analisi della cronaca nera



Una richiesta di PAR CONDICIO
di Iole Natoli

In questi giorni la cronaca nera si è soffermata sul caso di Kaur Balwinde, un’indiana di anni 27, uccisa dal marito anch’egli indiano, 1_“perché vestiva all'occidentale” (spiegazione smentita poi dal pm), 2_“per preservare la sua cultura”, 3_perché c’è “un’immigrazione che rifiuta l’integrazione” e per altre motivazioni trovate immediatamente da varie testate giornalistiche, che dimostrano un’indomita vocazione analitica nel rintracciare rapporti tra sostrato culturale e uccisioni (altrimenti dette “femminicidi”). 

mercoledì 23 maggio 2012

LAICITÀ E DOGMI / GIÙ LE MANI DAL VENTRE DELLE DONNE


Conversazioni autorevoli
Il DIRITTO LEGALE DELLA BLASTULA
di Iole Natoli

Siamo alle comiche? Non so, forse agli epiloghi di una lunga campagna anti-donna, che muovendo dai patriarcati lungo i secoli e arricchendosi della caccia alle streghe, con molti roghi di cristiana memoria, giunge oggi a voler ricacciare dentro la gabbia le donne, colpevoli di aver trovato, tra mille sofferenze loro imposte, la strada di una totale autonomia.

COSTUME E SOCIETÀ / Quando a farne le spese sono i figli


GLI INFANTICIDI, COROLLARI EVITABILI
di Iole Natoli


NO, non è possibile che mi tocchi continuare a soffermarmi sui titoli: “Brescia, butta i figlioletti nel vuoto e s'uccide: troppi debiti”.
Qualcuno insegni cortesemente a chi conia spettacolari enunciati come questo che i due punti hanno funzione esplicativa. Troppi debiti? Tutti giù dal balcone o dalla finestra! Come se il rapporto fosse di causa-effetto immancabile; come se non toccasse altri campi il fatto che quest’uomo, esasperato per i troppi debiti e dopo un litigio con la moglie, che avrebbe peraltro tentato di sopprimere, abbia deciso di far piazza pulita della famiglia prima di consegnare alla morte se stesso.

COSTUME E SOCIETÀ / La 194 e un equivoco del linguaggio da eliminare / Parte 2ª




Chiariamo bene le idee agli antiabortisti
LEGGE 194 e
INTERRUZIONE DELL’OSPITALITÀ GRAVIDICA
post confronto
di Iole Natoli   

Raramente trascorro il mio tempo a dibattere sui blog altrui questioni varie e tuttavia qualche volta mi accade.
La più recente è legata alla lettura del titolo Dell’aborto non mi importa nulla”, che l’autrice del pezzo si affrettava giustamente a smentire fin dalle prime battute, utilizzandolo di fatto per spiegare che si sarebbe interessata e occupata di altro: di cose da lei ritenute in quel momento più importanti ed urgenti, su cui convogliare attenzione e commenti.

COSTUME E SOCIETÀ / La 194 e un equivoco del linguaggio da eliminare / Parte 1ª



Chiariamo bene le idee agli antiabortisti
LEGGE 194 e
INTERRUZIONE DELL’OSPITALITÀ GRAVIDICA
di Iole Natoli

In un giorno che passerà alla storia come simbolo dell’antifemminismo più bieco, la città di Roma - situata in Italia e non all’estero e capitale della Repubblica italiana - è divenuta luogo della manifestazione più orrenda che si possa ideare in uno Stato: bambolotti posti ad adornare una croce, dichiarazioni aberranti alla stampa, insulti infamanti e da codice penale alle donne e, ciliegia acida su una torta marcia, l’appoggio fisico e politico alla Marcia - impropriamente chiamata Pro Vita - del Sindaco Alemanno e della Consigliera delle Pari Opportunità, Lavinia Mennuni.

SOCIETÀ / Il linguaggio patriarcale e IL COGNOME





QUANDO L’ARTICOLO DETERMINA UN PO’ TROPPO

IL SALVAGENTE LINGUISTICO DEGLI UOMINI
di Iole Natoli


I quotidiani abbondano del “la”. Non di una nota musicale, no: di un banalissimo articolo femminile, senza il quale i giornalisti nostrani perdono, come si suole dire, la trebisonda. Come faranno mai a scrivere, i tapini, senza il prezioso discrimine del sesso?

SOCIETÀ E COMUNICAZIONE / Femminicidi e Linguaggi mediatici incongrui



Da: KULTBAZAAR - Arti Scene Luoghi - 08.05.2012
E LE STELLE STANNO A GUARDARE
di Iole Natoli

  

Le stelle? No, gli OdG.
Sollecitati con lettere e petizioni varie (di cui qualcuna indirizzata al Presidente della Repubblica) ad aprire un dibattito su linguaggio mediatico e femminicidi, gli OdG preferiscono astenersi.
Quanto meno finora. Fino a quando?

SOCIETÀ E DIRITTO / Femminicidi e dogmi matrimoniali



In precedenza su KULTBAZAAR - Arti Scene Luoghi - 5-9 Maggio 2012
Istituto matrimoniale anticamera del Femminicidio... 
o quasi

Da dove passa la percezione distorta
dei rapporti uomo-donna

di Iole Natoli




Sin dal 1979 ho proposto una riforma del cognome di famiglia e dei figli mediante la formula del doppio cognome, avendo individuato nella soppressione del cognome materno la prima imbeccata sociale della liceità dell’annullamento della figura femminile, che con il concorso di altri fattori può tradursi, in casi estremi ma frequenti, anche in soppressione fisica della donna. E tuttavia questa riforma, fin qui perversamente disattesa, da sola non sarà sufficiente. Se vogliamo che l'atteggiamento degli uomini cambi rispetto alle donne, dobbiamo - tra gli altri interventi - riformare anche e d’urgenza l'istituto matrimoniale.                                                                                  Continua

DONNE E SOCIETÀ / “Femminicidio” un’antica strada di sangue



Da: KULTBAZAAR - Arti Scene Luoghi - 4 Maggio 2012
Quando il linguaggio smaschera ciò che la cattiva coscienza nasconde
FEMMINICIDIO E UXORICIDIO  di Iole Natoli



Il bollettino di guerra quotidiano ci comunica sistematicamente l’aggressione di una o più donne in una qualche regione d’Italia per mano di mariti, compagni, fidanzati abbandonati o che si credono tali, aspiranti partner sessuali respinti, i quali, considerando non persona ma proprietà del genere maschile la sfortunata di turno, ritengono di poterla oltraggiare, ferire, violentare, assassinare, con la stessa disinvoltura con cui si rompe o si getta via un oggetto usato, se la possibilità di quell’uso viene meno” .
Così iniziava una petizione al Presidente Napolitano [1], portata a conoscenza di tutti gli Ordini dei Giornalisti italiani e di numerose testate giornalistiche, lanciata da me e da Francesca Rosati Freeman il 23 marzo di quest’anno. Oggetto: il linguaggio dei media utilizzato per indicare gli assassinii di donne che la stampa tarda a chiamare col nome che loro spetta: “femminicidi”.

PETIZIONE / No al Femminicidio







di Iole Natoli e Francesca Rosati Freeman

Al Presidente Napolitano
27 Marzo 2012

Illustrissimo Signor Presidente Giorgio Napolitano,

Il bollettino di guerra quotidiano ci comunica sistematicamente l’aggressione di una o più donne in una qualche regione d’Italia per mano di mariti, compagni, fidanzati abbandonati o che si credono tali, aspiranti partner sessuali respinti, i quali, considerando non persona ma proprietà del genere maschile la sfortunata di turno, ritengono di poterla oltraggiare, ferire, violentare, assassinare, con la stessa disinvoltura con cui si rompe o si getta via un oggetto usato, se la possibilità di quell’uso  viene meno.